Tutte le notizie

PROFESSIONI · ITALIA

Congresso nazionale ingegneri 2026: a Trieste la sfida della Società 5.0

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri porta a Trieste, dal 23 al 25 settembre 2026, la settantesima edizione del suo congresso nazionale. Tema centrale: Società 5.0, intelligenza artificiale e le nuove responsabilità di chi progetta.

19 settembre 2026 4 min di lettura
Congresso nazionale ingegneri 2026: a Trieste la sfida della Società 5.0

Il congresso nazionale ingegneri 2026 si tiene a Trieste dal 23 al 25 settembre: è la settantesima edizione dell'appuntamento organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e ha per titolo «Nuove frontiere, nuove responsabilità». Per tre giorni la categoria discuterà di come l'intelligenza artificiale, la digitalizzazione e il modello della Società 5.0 stiano cambiando il mestiere di progettare, e di quali responsabilità nuove comporti questo cambiamento. Sul tavolo anche la riforma delle professioni regolamentate e il riconoscimento degli ambiti professionali nati negli ultimi anni.

Che cos'è la Società 5.0 di cui si parla a Trieste

La Società 5.0 è un modello nato a metà dello scorso decennio che ribalta il punto di vista abituale sull'innovazione: non parte dalla tecnologia disponibile, ma dai problemi sociali da risolvere. Inclusione, sostenibilità dei processi, qualità della vita quotidiana diventano l'obiettivo; sensori, dati e algoritmi sono gli strumenti. La tecnologia smette di essere il fine e torna a essere un mezzo.

Per chi progetta, questo passaggio è insieme un'occasione e un peso. Le tecnologie di oggi permettono di disegnare infrastrutture, quartieri, linee produttive e servizi molto più efficienti di dieci anni fa. Allo stesso tempo aprono domande difficili su quanto quei sistemi siano sicuri e affidabili, su come si proteggono i cittadini e su chi risponde quando qualcosa va storto.

Il congresso vuole allargare il discorso oltre il cantiere e il software: non solo come si applicano le tecnologie, ma anche chi partecipa alle decisioni e chi scrive le regole che accompagneranno questi anni di transizione. È la richiesta che le competenze tecniche entrino nelle stanze dove si decide.

Perché il CNI chiede più peso alle competenze tecniche

Angelo Domenico Perrini, che guida il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, individua nella capacità di leggere per tempo i cambiamenti la sfida principale della categoria. Tecnologia, economia e società si muovono in fretta: servono aggiornamento costante e disponibilità ad adattarsi, non una competenza acquisita una volta per tutte.

La posizione del presidente CNI è che l'ingegneria debba contribuire a guidare le trasformazioni, mettendoci conoscenza tecnica, responsabilità professionale e capacità di guardare avanti. La sintesi è affidata a una sua frase: «L'ingegnere è il punto di raccordo tra scienza, politica e società. Senza gli ingegneri molte delle grandi trasformazioni in corso rischierebbero di rimanere sulla carta».

Da qui discende l'altro fronte aperto del congresso: la riforma delle professioni regolamentate e il riconoscimento dei nuovi ambiti dell'ingegneria. Con «professioni regolamentate» si intendono quelle per cui la legge richiede titoli, abilitazioni e iscrizione a un albo. Il punto sollevato dal CNI è che i confini della professione si sono allargati — dati, sistemi intelligenti, sicurezza digitale — e le regole devono prenderne atto.

Quando si svolge il congresso e perché proprio a Trieste?

Il congresso si svolge da mercoledì 23 a venerdì 25 settembre 2026 a Trieste. La scelta della città non è casuale: Trieste ospita alcuni dei centri di ricerca scientifica più rilevanti in Italia e in Europa, insieme a imprese che lavorano sui mercati internazionali, e la sua collocazione geografica la rende una cerniera naturale verso l'Europa centro-orientale.

Giovanni Basilisco, alla guida dell'Ordine degli Ingegneri triestino, ha spiegato la scelta così: «Il territorio di Trieste, all'interno del quale vi sono realtà scientifiche di primissimo piano e realtà imprenditoriali conosciute in tutto il mondo, è il luogo adatto a trattare il rapporto tra ingegneria e scienza». Il suo ragionamento è che sia proprio il lavoro degli ingegneri a trasformare ciò che nasce nei laboratori in applicazioni utilizzabili.

La vocazione internazionale del territorio avrà uno spazio dedicato: è previsto un confronto con i rappresentanti delle organizzazioni professionali di Croazia e Slovenia.

Cosa cambia per chi ha un'attività o un incarico professionale

Chi gestisce un'impresa in Italia lavora quasi sempre con un tecnico: per una pratica edilizia, per la sicurezza sul lavoro, per un impianto, per un sistema informatico. Il dibattito che si apre a Trieste riguarda anche questi rapporti quotidiani, perché ridefinire le competenze significa ridefinire chi può firmare cosa e con quale responsabilità.

C'è poi un tema che tocca tutti allo stesso modo: l'intelligenza artificiale entra negli strumenti di progettazione e di calcolo, ma la firma resta di una persona. Il congresso affronta esattamente questo nodo, cioè dove finisce l'automazione e dove comincia la responsabilità professionale di chi la utilizza.

Infine, il segnale politico. Se la richiesta di dare più spazio ai saperi tecnico-scientifici nei processi decisionali troverà ascolto, gli effetti si vedranno nei prossimi provvedimenti su professioni, appalti e regole digitali. Per ora il congresso definisce l'agenda; le fonti disponibili non anticipano decisioni già prese.

Fonti: IngenioApri la fonte
Hai una prospettiva da condividere?